Ludopatia: quando giocare non è più divertente

Ludopatia: quando giocare non è più divertente

Gioco d’azzardo patologico, gioco compulsivo, disturbo da gioco d’azzardo, gioco problematico, ludopatia: sono tante le formule adottate per indicare quando il gioco, da puro divertimento, si trasforma in qualcos’altro, fino a diventare malattia.

Ad oggi la prevenzione è l’unica vera strada che si può percorrere per fare in modo che il gioco sia praticato nel rispetto del suo senso più autentico.

Ecco una serie di indicazioni elaborate dalla FeDerSerd – Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze – e divulgate attraverso il sito GiocaResponsabile.it:

  • poniti dei limiti di tempo e stabilisci un budget da spendere;
  • non giocare da solo ma nemmeno con persone che scommettono alte somme di denaro;
  • non giocare se hai bevuto o assunto delle sostanze che possono ridurre la tua capacità di giudizio;
  • sii realistico e consapevole: conosci meglio i tuoi giochi preferiti e scopri le probabilità di vincita;
  • non cercare di recuperare i soldi persi e non spendere di nuovo in gioco il denaro che hai vinto;
  • non giocare quando hai debiti, sei sotto stress o stai attraversando un brutto periodo;
  • se non riesci a seguire da solo queste regole chiedi aiuto a qualcuno della tua famiglia oppure cerca i servizi di supporto territoriali e online: esistono tante persone che possono aiutarti.

Cause e terapia

La ludopatia è un disturbo riconosciuto da poco tempo come patologico. I primi riferimenti normativi risalgono al 2010, quando si parla di ludopatia “conseguente a gioco compulsivo”.

Non si sa ancora quali siano le cause che portano ad ammalarsi ma dall’analisi dei casi clinici gli specialisti hanno potuto individuare alcuni fattori di rischio:

  • soffrire di depressione, sindrome bipolare, sindrome da deficit di attenzione, avere una dipendenza (alcol, droga, tabacco…)
  • avere un familiare che già ne soffre
  • di solito i giovani, di sesso maschile, sono più soggetti a questo disturbo, motivo per il quale le sale gioco sono interdette ai minori.

Quasi sempre la terapia inizia quando un familiare spinge la persona interessata a parlare con uno specialista poichè chi è affetto da ludopatia spesso non ne è consapevole oppure lo nega a se stesso e poi anche con gli altri.

L’approccio terapeutico di solito si basa su psicoterapia, terapia farmacologica e supporto psicologico, da somministrare in base ai singoli casi.

Quante persone soffrono di ludopatia in Italia?

In realtà non esistono dati ufficiali e completi per rispondere a questa domanda.

Un’analisi condotta da Agimeg – Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, colloca la ludopatia all’ottavo posto tra le principali dipendenze degli italiani (preceduta da fumo, alcol, social network, droga, smartphone, shopping compulsivo e sesso) con 900.000 persone affette.

E chissà che non arriveranno indicazioni più precise per capire meglio questo fenomeno, dalla discussione alla Camera dei deputati del disegno di legge “Disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”, prevista per il mese di novembre.

Fantasy World promuove da sempre il gioco sicuro e responsabile, esponendo nelle proprie sedi tutte le informazioni necessarie a tutelare i giocatori e mettendo a disposizione personale esperto e qualificato per indirizzare chi avesse bisogno di aiuto.

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Fonti:

La redazione di Fantasyworld